Il 9 maggio è la Giornata dell’Europa . In questa poesia si ricorda che l’idea di una Europa unità era già stata concepita da illustri uomini del passato ” sogno antico di popoli e di re…”. Ma ancora c’è del cammino da fare…..
Un mito, una storia: EUROPA Roma, maggio 2000
Figlia di Agenore fenicio
Europa venti e stelle nella chioma
di te s’innamorò Giove supremo
e dall’Olimpo scese per averti.
Dietro il carro di Luce
attraversò l’inconoscibile
il Toro-Dio con l’amato fardello
la via del Fato gli svelarono i delfini
dalla natia scogliera rosseggiante
di porpore perenni fino a Creta
divina dove Minosse partoristi
al padre degli dei
e da Pasifae figlia del Sole
in trigono lunare il Minotauro
nacque per scontare senza colpa
la colpa d’amore del dio.
Dall’isola ventosa
alto volò il tuo nome oltre l’Euripo
sempre corrusco là sotto l’Eubea
verso i Balcani e per le vie dell’ambra
trascinato da baltici uragani
al carro del Sole accodato
nella scia imprendibile dell’Euro
sorvolò le ciclopiche fucine
fino all’azzurra porta dell’ignoto.
Europa sogno antico
di popoli e di re
che i millenni hanno visto
utopica alternanza della storia
più d’una volta nascere e morire.
Panellenico sogno tu fosti
quando l’Idea lottizzò il Mito
e nel segno di Roma
rovinarono tutte le frontiere
fino ai confini del mondo.
Gloria caduca effimera
sotto il piede dei popoli dell’est
finirono le aquile
incenerendo caddero
i templi degli dei gli anfiteatri i fori
presidiate dal silenzio
la Stoa e l’Agorà
arbitrio si fece il Diritto
ed utopia l’attesa
di un nuovo Umanesimo.
Risultanza necessaria d’incrociati sofismi
un altro dio più tardi
contrassegnò di croce
lo scettro di Carlo Imperatore
che assemblò genti e leggi
nel suo intento globale
puntualmente smentito dalla Storia.
Poi Federico ti sognò unita
da Palermo alla terra dell’alce
ma il progetto non piacque al nuovo Brenno
che l’affossò col ferro e con l’inganno.
Così il tuo nome Europa corse vano
da un mare all’altro e fu voce soltanto
fino al Gran Corso erede
d’illuminate teorie cosmopolite
che in nome d’illusorie libertà
coi lumi naufragarono nel sangue.
Ma da allora più in alto
dei troni vecchi e nuovi
volò l’idea di una Giovane Europa
che tutto il secolo corse
in trasversale a guerre e genocidi
fino a questo crepuscolo a conferma
che la corsa di Europa sul Toro
alla ricerca di un sito possibile
si fermerà in questa terra antica
dalle Colonne d’Ercole ai Carpazi
dalle baltiche aurore al gran mare
dell’Ellade latina.
L’ascia non è del tutto sotterrata
il progetto dei padri è incompiuto.
Sapranno i nostri figli coniugare
con le mille diverse bandiere
l’universalità del grande sogno?