Quando l’estate non è ancora finita ma già la nostalgia ci assale…
Quando i giorni della Vergine
inseguono la notte sugli eucalipti
e al tramonto della luna
le nostre paure collettive
ballano il sabba là sulla collina…
Quando puoi succhiare l’ultimo miele
dalla bocca dei fichi spalancata
alla violenza dell’uragano
e i falchi dalle cime
discendono a spirale sul bosco combusto
e ancora i canadair sorvolano
la nostra consapevole pazzia…
Quando la risacca non si arrende
all’evidenza di un’estate finita
ed io metamorfizzata in girasole
apro la corolla all’utopia della luce
mentre l’arsura si ostina sulla pelle
rugosa dell’ulivo saraceno…
Quando la luce si mette obliqua
per ingannarti sul senso della vita
e la memoria cade come lama
lucente sulle cose che per caso
remote come il tempo ci appartennero…
Non ti fidare di un fiore nell’erba.
Non ti fidare di voci alla marina.
E’ settembre.