Come ogni estate la poetessa apriva le porte della casa “al Faro”, luogo felice del vivere familiare e fonte inesauribile di ispirazione…
Frinire di cicale, o già di grilli,
sul non – senso di un giorno
che risciacqua proposizioni e vigilie
da vivere ai margini
di una stupidità elicoidale
che s’intreccia con l’arroganza dei sogni.
Sembra finire e invece ricomincia
lo stridere di false emozioni
catalogate al di fuori dei vostri paradigmi
e già perse nei giorni del quadrifoglio.
Provate a indovinare se mai si concilia
in questa Terra il vegliare col morire,
col rosso del crepuscolo.
E’ ancora giorno e una falce di luna
dall’altra metà del cielo
sfida il sole a morire.
(19 settembre 1993)
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