In questi versi – contenuti nella silloge Diapason- “Emerge la consapevolezza dei tratti della propria identità, assunta senza enfasi e senza ostentazione, ma come la propria irrinunciabile storia” L.M. Lombardi Satriani
MA NIENTE FU VERO
Pioppi allineati in precise geometrie
tra questo giorno avaro e l’universo
e uccelli inconsueti
per un grido di libertà.
Ali alte scaricano il peso
dei giorni non vissuti dell’amore
in ellenici spazi alla ricerca
di speranze in un cielo disperato
dove tutto è inventato
eccetto l’attesa della notte
o chiamalo se vuoi
il diritto di perdere.
Anche noi stagioni infinite
attraversammo volando senz’ali
alla ricerca dell’impossibile
ignorando la terra degli ulivi
i grilli nella sera
la nenia del mare fra i limoni
il sapore del pane.
Ma niente fu vero
eccetto la nostra pochezza:
al posto del cielo trovammo
l’ironia codificata di pietose ginestre
sulla polvere muta dei templi.
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