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La “calabresità” come senso di appartenenza

Pubblicato il: 17/04/2025 – 18:24

In questi versi – contenuti nella silloge Diapason- “Emerge la consapevolezza dei tratti della propria identità, assunta senza enfasi e senza ostentazione, ma come la propria irrinunciabile storia” L.M. Lombardi Satriani

MA NIENTE FU VERO

Pioppi allineati in precise geometrie

tra questo giorno avaro e l’universo

e uccelli inconsueti

per un grido di libertà.

Ali alte scaricano il peso

dei giorni non vissuti dell’amore

in ellenici spazi alla ricerca

di speranze in un cielo disperato

dove tutto è inventato

eccetto l’attesa della notte

o chiamalo se vuoi

il diritto di perdere.

Anche noi stagioni infinite

attraversammo volando senz’ali

alla ricerca dell’impossibile

ignorando la terra degli ulivi

i grilli nella sera

la nenia del mare fra i limoni

il sapore del pane.

Ma niente fu vero

eccetto la nostra pochezza:

al posto del cielo trovammo

l’ironia codificata di pietose ginestre

sulla polvere muta dei templi.