Un viaggio emotivo tra ricordo, sogno e occasioni perdute…
Stupisce il mio settenario
all’ineguagliabile spessore
del silenzio lunare
la rima s’insonorizza
ai cerchi concentrici dei falchi
intorno alle torri e mi riporta
svolando leggera sul ritmo spondaico
all’addio da un treno in corsa
preso all’ultimo momento
della nostra splendente giovinezza.
Ora il mio endecasillabo precipita
nella precarietà di urbane periferie
staccando sui toni dissociati
della mia anima in fuga
verso il cielo imbronciato della luna.
Immote nella sera fangosa
argille in cerca di cesure affondano
nell’epicentro della notte
coi sogni non ancora scoppiati
che centrifugano lontano da noi
ogni possibile occasione.
Forse anche quella di dimenticare
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